Archive | libri RSS feed for this section

Il Campione, davvero il libro sportivo più bello?

12 Gen

Il Campione, davvero il libro sportivo più bello?.

Ebook, ecco a voi la pubblicità – Wired.it

5 Gen

Ebook, ecco a voi la pubblicità – Wired.it.

10 libri per ricordare il decennio passato [gallery] – Wired.it

26 Dic

10 libri per ricordare il decennio passato – Wired.it.

La Strada – Letto! Molto bello…

The singularity is near – Mi interessa… Chissà se lo trovo.

 

Derek Redmond

22 Dic

Tratto dal bel libro “Eroi per un giorno, uomini per la vita : cinquanta ritratti olimpici” di Roberto D’Ingiullo

Una storia bella e maledetta di quelle che solo
le Olimpiadi possono regalare, una storia che chiede
solo di essere raccontata.
Fin dagli esordi Derek Redmond mostra la stoffa
del campione: ha resistenza alla velocità, una
falcata potente ed elegante, un rush finale travolgente.
Nelle categorie juniores vince tutto, a 19
anni sorprende il mondo ottenendo il record britannico
assoluto nei 400 metri. Nel 1987 vince
l’argento mondiale, alle Olimpiadi di Seul è la
grande speranza europea contro lo strapotere
americano. Gli ultimi test hanno confermato che
è al top della condizione, qualche commentatore
azzarda il suo nome come favorito.
Arriva in Corea e rimane ammaliato dall’atmosfera
olimpica, non vede l’ora di scendere in pista.
Manca un quarto d’ora alla sua batteria di
qualificazione, Derek sta ultimando il riscaldamento
quando la sua caviglia cede improvvisamente.
Il sogno olimpico è finito prima di cominciare,
la diagnosi medica è impietosa: lesione
scomposta del tendine d’Achille sinistro. Scopre
il dolore, convive con la paura di non tornare più
quello di prima ma trova la forza di reagire. Fa
fisioterapia, passa da una sala operatoria all’altra
per accelerare il recupero, ascolta scrupolosamente
i consigli del padre-allenatore. Quando i medici
gli danno il nulla osta per tornare ad allenarsi, si
sente rinato. La risposta della pista è confortante.
Non avverte dolore alla gamba, il talento non può
essere stato offuscato da un infortunio. Vince i giochi
del Commonwealth e nel ’91 trascina la Gran
Bretagna all’oro mondiale nella staffetta 4×400 con
una seconda frazione straordinaria.
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Ha le risposte che cercava, pensa che sia giunto
il momento di prendersi la rivincita con il destino.
Arriva alle Olimpiadi di Barcellona con il
chiodo fisso di conquistare una medaglia. Non gli
interessa di che colore, ma vuole salire sul podio
più di ogni altra cosa. Vince senza problemi la
prima batteria di qualificazione, domina anche i
quarti di finale e si presenta alla semifinale con
l’etichetta di uomo da battere. Il padre, che lo ha
assistito lungo tutto il suo calvario, per esorcizzare
la sfortuna si mostra in tribuna con una maglietta
che recita:” Hai fatto pace con il tuo piede
oggi?”. La partenza è convincente, gli basta arrivare
nei primi quattro per garantirsi la finale. Esce
dalla prima curva in testa e ha la lucidità necessaria
per controllare gli avversari. Poi ai 250 metri
sente un crac. Stavolta è il ginocchio destro ad
averlo tradito. Gli crolla il mondo addosso: ha lavorato
quattro anni per cancellare l’incubo di Seul
e ora quell’incubo si ripresenta più terribile di
prima. Si rende conto che la sua Olimpiade è finita,
sa che dopo 13 operazioni non può permettersene
altre, capisce che quella è diventata
la sua ultima gara. È a terra, piange lacrime di
dolore e rabbia quando si avvicinano i medici che
hanno intuito la gravità dell’infortunio. Ha il
morale distrutto ma è troppo orgoglioso per inchinarsi
sommessamente alla malasorte. Ai medici
increduli dice che non c’è bisogno della barella
e si rialza da solo. Gli avversari ormai sono
già arrivati, ma lui ha un’altra sfida da vincere:
deve arrivare al traguardo ad ogni costo. Anche
su una gamba sola. Comincia a saltellare su un
piede, ma il dolore è tremendo. Barcolla, arranca,
piange, però va avanti. Quel giorno a Barcellona
ci sono 65.000 persone e tutte hanno smesso di
126
guardare le altre gare per vedere quell’atleta tanto
caparbio quanto sfortunato. Si alzano in piedi,
applaudono ritmicamente ogni passo di Derek:
non importa se non è spagnolo, anche per loro
quell’atleta deve arrivare. Derek sente l’incitamento
e prosegue la sua fatica. Arrivato sul rettilineo
finale, ormai sfinito, stramazza al suolo. Il
padre si disinteressa della pubblica sicurezza, delle
regole e di tutto il resto. Entra in pista e prende
per una spalla il figlio. Percorrono abbracciati
pochi metri, poi Derek gli chiede di lasciarlo.
Vuole tagliare il traguardo da solo e ci riesce prima
di abbandonarsi a terra. Il pubblico gli dedica
cinque minuti di standing ovation. Qualcuno sugli
spalti è commosso dal suo coraggio, qualcuno
non crede ai propri occhi, qualcun altro immortala
il momento con una fotografa capendo che
quella è l’immagine simbolo dell’olimpiade.
Terminata la gara, Derek dice: “Non ho mai pianto
tanto nella mia vita come negli ultimi 200 metri.
Non sta bene per un uomo piangere”. La sua carriera
è finita, ma capisce di poter insegnare molto
agli altri. Diventa motivational speaker e commentatore.
Quando ripensa alla semifinale olimpica
ripete: “Quella gara mi ha tolto tanto, mi ha
dato di più”.

La rosa, i pianeti e la volpe con il Piccolo Principe in tv – Guarda con me – Kataweb – Soluzioni quotidiane

22 Dic

La rosa, i pianeti e la volpe con il Piccolo Principe in tv – Guarda con me – Kataweb – Soluzioni quotidiane.

Libri sulla scuola

20 Dic

Viste le segnalazioni, a me interessano:

  • Frank Mc Court, Ehi, prof!
  • Adam Haslett, Union Atlantic
  • Girolamo De Michele, La scuola è di tutti

via

Vivalascuola. Auguriamo a tutti… « La poesia e lo spirito.

The Open Library offre un nuovo e-book reader per l’Internet Archive

10 Dic

The Open Library è un progetto dell’Internet Archive che si propone di creare un indice consultabile di tutti gli e-book esistenti. Quando si tratta di contenuti liberamente accessibili, i libri si possono leggere direttamente online.

viaThe Open Library offre un nuovo e-book reader per l’Internet Archive.